PARTE 1 - Miti sull’origine e la natura dei cani
Dal libro: Le 100 cose più stupide che la gente dice di cani

Copyright 2009, 2014 Alexandra Semyonova -- tutti i diritti riservati
Traduzione di Delfina Vitale
Nonlinear Dogs
Mito 13: Quando due cani maschi si incontrano, la prima cosa che
vogliono fare è stabilire i rispettivi ranghi.

Tutti abbiamo visto cani maschi affrontarsi in quelli che a noi sembrano incontri minacciosi. La diceria
popolare, e anche il dogma scientifico, è che stanno cercando di stabilire chi dei due è dominante, cioè
chi ha il rango più alto. Ma abbiamo visto che i cani non vivono in gerarchie di dominanza, bensì in
flessibili sistemi autoorganizzati, spesso molto fugaci. Sappiamo che il sistema SOS del cane cerca un
equilibrio destreggiandosi fra una moltitudine di variabili, e che l’unico modo per trovare una gerarchia è
quello di proiettare valori umani sulle scelte dei cani (vedi Mito 11). E allora, cos’è veramente questo
faccia a faccia?

Quando due cani non vogliono avere niente a che fare l’uno con l’altro, hanno un modo semplicissimo per
ottenerlo: mantenere le distanze e non curarsi di entrare in contatto. Quando i cani entrano in relazione, è
una scelta (posto che nessuno li abbia chiusi insieme nel bagno). Questo significa che sono interessati
uno all’altro, e che desiderano stabilire un qualche tipo di rapporto. Essi stanno volontariamente entrando
nelle rispettive zone personali. Entrambi sanno che potrebbe essere pericoloso: i cani sono sempre
armati. Non tutti seguono le regole sociali. Dunque, questi cani stanno verificando le tre seguenti regole.

1) Rispetteremo la zona personale l’uno dell’altro, e non vi entreremo senza permesso. Questa
è la prima regola che entra in gioco quando i cani si incontrano.
I cani socialmente competenti non
entrano nella zona personale degli altri senza permesso. (Grandi eccezioni sono costituite da razze
aggressive, cani non socializzati e adolescenti). Potreste non averlo notato, ma i vostri due maschi
stavano già conversando da tempo, prima di trovarsi uno di fronte all’altro. In realtà, dal primo momento in
cui si sono visti. Prima di trovarsi vicini, i due maschi avevano già segnalato che non avrebbero attaccato
immediatamente, e ciascuno dei due aveva già mostrato di non sentirsi sicuro. Questo indicano l’
approccio lento, a zampe tese e rigide, qualche ringhio e denti scoperti. Tuttavia, avvicinandosi, stanno
entrambi mostrando di volere entrare in contatto. Così, molto prima di trovarsi faccia a faccia, ognuno ha
assegnato all’altro il permesso di entrare nella sua zona personale, per vedere se è possibile stabilire una
relazione.

Nel momento in cui indugiano a ringhiare, stanno apprendendo qualcosa dei loro rispettivi stati interiori. Il
fatto che entrambi stiano lì fermi a ringhiare è la prova che si asterranno dall’attaccare. A un certo punto, il
cane socialmente più esperto deciderà di aver avuto una prova sufficiente di essere abbastanza al sicuro
in presenza dell’altro. Sarà lui ad emettere per primo un segnale calmante, forse abbassando un po’ la
coda, rilassando leggermente le zampe, o girando le orecchie verso l’esterno. Queste reazioni
restituiscono equilibrio al proprio stato interiore (per esempio, il livello di adrenalina inizia a diminuire, man
mano che si sente più sicuro). Ciò aiuta a calmare lo stato interiore dell’altro cane, quindi il pelo irto sul
suo dorso potrebbe scomparire, o anche lui potrebbe abbassare la coda e girare le orecchie. Anche i
muscoli delle zampe si rilassano, e l’atteggiamento di sfida fra i due scompare. A questo punto i cani
iniziano ad annusare ciascuno parti del corpo dell’altro (di solito ano e genitali). Possono allontanarsi di
pochi passi e spruzzare un po’ di urina da qualche parte affinché ciascuno annusi l’odore dell’altro. Non
sempre è possibile vedere questi segnali perché possono essere molto sottili. Qualche volta vedrete i cani
cessare improvvisamente il faccia a faccia per cominciare a giocare fra loro, e penserete di essere stati
fortunati. Non siete stati fortunati: i cani hanno semplicemente, ma sapientemente, utilizzato i loro segnali
per stabilire un livello minimo di fiducia.

Ma non è sempre così semplice. A volte i cani sentono il bisogno di verificare più a fondo il rispetto delle
più importanti regole canine.

2) Non useremo l’aggressione nelle interazioni sociali, ma ci limiteremo a comunicare e a
evitare di danneggiarci reciprocamente.
Questa è la regola principale, da cui dipendono tutti i
rapporti sociali dei cani. Per capire come funziona, bisogna prima distinguere fra aggressione reale e la
cosiddetta aggressione rituale. L’aggressione reale è volta ad infliggere il massimo danno, forse anche ad
uccidere. E’ il rilascio di uno o più morsi disinibiti, cioè quando un cane affonda i denti con tutta la potenza
delle sue mascelle, o squarcia, trancia, dilania, e cerca di provocare ferite gravi. ‘L’aggressione rituale’ in
realtà non è affatto un’aggressione. E’ un attacco simbolico. Il cane tiene aperte le sue mascelle e fa
ondeggiare i denti qua e là. Potrebbe afferrare una piega della pelle dell’altro cane e tirare un po’, ma
senza provocare ferite. Questo non è mordere, ma pizzicare. E’ inesatto chiamare aggressione questo
sventagliare i denti e dare pizzicotti. Queste azioni non sono altro che segnali di comunicazione fra i cani.
A noi sembrano terrificanti, ma in realtà danno un messaggio molto importante: ‘Anche adesso, per
quanto sconvolto, sto attento ad usare i miei denti con te’. Noi restiamo pietrificati, ma quando tutto è
finito, non troveremo una sola ferita.

Anche i combattimenti rituali sono molto rari fra i cani, ma dobbiamo capire cosa succede quando si arriva
a questo punto tra (di solito) due maschi. Generalmente i cani riescono a costruire la fiducia con segnali
più blandi. Quando hanno iniziato il faccia a faccia, i due maschi hanno comunicato uno all’altro che non
avrebbero attaccato immediatamente, semplicemente non attaccando. Ma il fatto che uno dei due non sia
ancora rilassato, potrebbe significare che non ha abilità sociali. Egli non mostra l’usuale prontezza nell’
esprimere un segnale di non minaccia. Questo è un comportamento anomalo in un cane. La sua continua
tensione indica che da un momento all’altro potrebbe perdere il suo equilibrio e scagliarsi contro. Nello
stesso tempo, non sta scegliendo di lasciare lo spazio fisico condiviso. Questo potrebbe essere
sconvolgente per cani dotati di abilità sociali. Il cane competente deve confrontarsi con un altro insicuro e
permaloso, ma che vuole restare. Se rimane in tensione, permaloso com’è, chissà cosa potrebbe fare? Il
cane socialmente competente non è disposto a lasciargli il campo. La gioia di giocare con tutti gli altri è
troppo grande, così andarsene non è una delle opzioni di benessere fra cui può scegliere. Anche il cane
permaloso vuole restare: a quanto pare non si sente poi così minacciato dagli altri cani presenti. Ha scelto
il cane più insicuro con cui avere il faccia a faccia. Potrebbe essere il più grande o il più piccolo degli altri
maschi in giro, e giusto capita che assomigli tanto al terrier che lo ha attaccato tre settimane fa.

Può anche darsi che
entrambi i cani siano solo così insicuri socialmente che non osano provare la regola
di ‘Non Aggressione’. Può anche essere che entrambi abbiano avuto una brutta esperienza con un altro
cane simile a quello che si trovano ad affrontare. Nello stesso tempo stanno scegliendo di non allontanarsi
e riprendere la propria strada in solitudine. Entrambi i cani hanno ancora la speranza (sulla base di
esperienze passate) che l’equilibrio può essere trovato e che alla fine sarà gratificante. Se non avessero
avuto questa speranza, o avessero pensato che un confronto avrebbe condotto a un disastro, in primo
luogo si sarebbero evitati.

In entrambi i casi si verifica una situazione in cui ciascuno sente il bisogno di mettere alla prova l’altro, di
vedere se si allontana o se manda un segnale di non minaccia, che dimostri che finalmente è abbastanza
rilassato da non essere pericoloso.

Un cane non può semplicemente stare ad aspettare. Il suo stato interiore è così lontano dall’equilibrio
(pieno com’è di adrenalina e di ormoni dello stress) che qualche tipo di equilibrio interno deve essere
ristabilito prima di poter fare qualsiasi altra cosa. Pure il sistema sociale (anche se si tratta di due soli
cani) è troppo fuori dall’equilibrio. Ci sono due cani presenti il cui benessere sta precipitando. Tutta
questa perdita di equilibri è molto sofferta dai cani, che semplicemente non possono condividere uno
spazio fisico con un altro che li preoccupa. Dopo tutto, come si può giocare con la paura costante che l’
altro, non visto, improvvisamente ti attacchi, oppure ti morda perché gli sei passato troppo vicino? Devono
essere in equilibrio sia gli stati interiori che il sistema sociale, così funziona il sistema del cane. Se l’
equilibrio non può essere trovato con entrambi presenti, allora dovrà essere ripristinato da uno dei due
cani, che lascerà lo spazio condiviso. Qui, però, due cani si sentono insicuri uno dell’altro, ma vogliono
restare entrambi. Il più insicuro, il cui stato interno ha perduto l’equilibrio, si scaglierà contro l’altro cane.

A questo punto assistiamo a quello che gli esseri umani chiamano un ‘combattimento’. Ma non è un
combattimento, è comunicazione. I cani fanno un sacco di rumore, fanno ondeggiare i denti intorno alle
loro teste, colpendosi i musi, forse afferrano la pelle morbida intorno al collo e alle spalle, tirano un po’,
poi lasciano andare, fanno scattare ancora i denti qua e là e afferrano di nuovo. Tutto ciò svela importanti
informazioni. Per esempio, ogni cane mostra all’altro di avere imparato l’inibizione del morso, in gioventù
(vedi Mito 6). E provano effettivamente uno all’altro di sapere mantenere l’inibizione del morso anche in un
momento di grande tensione come questo. Scambiandosi queste informazioni — e talvolta la prova può
essere trovata solo in questo modo — i due cani possono, in ultima analisi, iniziare a sentirsi sicuri in
presenza uno dell’altro. Nel ‘combattimento’ danno la prova definitiva che saranno attenti con i loro denti,
in qualsiasi situazione. Di solito succede che uno dei due cani decide di avere verificato abbastanza, per
cui dà un segnale che indica che per lui la prova è finita. Anche l’altro cane sa di non essere stato
realmente morso, così risponde al segnale fermandosi, mostrando di conoscere i segnali calmanti e il loro
significato. Improvvisamente ‘la lotta’ si ferma. I cani adesso hanno abbastanza informazioni uno dell’altro
per potere condividere uno spazio di gioco senza dover temere nulla.

I cani non hanno stabilito i rispettivi ranghi. Hanno fatto qualcosa per costruire fiducia. Si spera che li
abbiate lasciati fare, senza ‘salvarli’ uno dall’altro. Se effettuate il ‘salvataggio’ durante la loro discussione,
la prima cosa che faranno quando si incontreranno di nuovo sarà esattamente di riprenderla, perché
hanno ancora delle cose da dirsi prima di potere condividere uno spazio.

Qui, però, devo dare un avvertimento. Questo capitolo parla di cani normali e socializzati. Non tutti i cani
sono normali o socializzati. Dovreste fare estrema attenzione a non esporre il vostro cane a razze che
sono state specificamente allevate per il comportamento aggressivo. Questi cani non sono in grado di
impegnarsi in un conflitto rituale, perché gli uomini hanno prodotto un’anomalia nel loro cervello che li
rende letteralmente incapaci di controllare il loro comportamento aggressivo (vedi Miti 38-40). Potrà anche
non essere colpa loro, ma potrebbero uccidere il vostro cane lo stesso. E ci sono altri cani, non
specificamente appartenenti a razze aggressive, che non hanno mai imparato l’inibizione del morso o a
cercare compromessi sociali. Questi cani sono altrettanto pericolosi come quelli delle razze aggressive.
Quando pensate che il vostro cane sia in guai seri, per esempio se vedete che l’altro cane sta
squarciando o strappando il pezzo di pelle che ha afferrato, o se il vostro cane comincia a gridare, allora
dovreste assolutamente correre in suo aiuto. La cosa migliore da fare, in questi casi, è afferrare le zampe
posteriori del cane che sta attaccando (non del vostro!) e sollevarle in aria. La maggior parte reagirà
come se aveste premuto il tasto ‘off’. Chiedete al proprietario di questo cane di legarlo al guinzaglio, e non
lasciate le sue zampe finché non lo abbia fatto.

Detto questo, possiamo tornare ai cani normali e socializzati. C’è una terza regola che questi
verificheranno, di solito nel gioco, dopo aver fatto la prima conoscenza.

3) Una volta imparate, rispetteremo le reciproche preferenze. Qualche volta i cani avranno qualche
scambio di minacce per una palla o un bastoncino che hanno adocchiato nello stesso momento. Questo si
verifica molto raramente fra due cani che già si conoscono, più spesso fra due cani che si vedono per la
prima volta. Entrambi vogliono la palla da tennis. Per capire quello che succede, dobbiamo di nuovo
evitare di ricorrere ad etichette, e analizzare quello che effettivamente accade.

Il desiderio di un cane di avere o di mantenere un oggetto è il risultato delle esperienze passate (per
esempio può avere imparato che la pallina da tennis è una fonte di piacere). Ma non tutti i cani pensano
questo delle palle da tennis (o bastoni o altro). Un cane è a dieta, un altro ha appena mangiato. Il
proprietario di un cane gli porta sempre via le cose, un altro non lo fa e così via. Ogni cane avrà la sua
particolare valutazione di tutti gli oggetti che ci sono in giro, e la sua personale suscettibilità al riguardo.
Nello stesso tempo dobbiamo ricordare che il mantenimento delle relazioni e della pace sociale è una
risorsa di grande valore per i cani. Quando desiderano un oggetto che anche un altro cane vuole, essi
non pensano solo all’oggetto, ma devono anche prendere una decisione sul disturbare la pace o
danneggiare (o perdere) il rapporto con l’altro cane, della cui compagnia godono molto. Ogni cane farà la
sua personale valutazione di queste risorse sociali, proprio come se fossero oggetti fisici, e questa
dipenderà dalla sua storia personale, proprio come con gli oggetti fisici.

Se si tiene presente ciò, il modo di descrivere i comportamenti cambia. Il cane che decide di allontanarsi e
lasciare l’oggetto fisico non ha subito un abbassamento di rango, né è ‘sottomesso’. Ha semplicemente
soppesato tutti i vari fattori e le sue personali preferenze, e ha deciso che per lui ha più valore qualche
altra combinazione che non include la palla da tennis. Ha ottimizzato il suo benessere interiore secondo i
suoi valori, che noi non possiamo giudicare per lui. Noi non possiamo stabilire che ha ‘perso’, perché ai
suoi occhi la perdita reale sarebbe stata perdere la fiducia e l’amicizia dell’altro. Con la ricerca di un
compromesso — sia fra di loro che fra tutti i fattori che influenzano il loro benessere — i cani spostano le
rispettive posizioni di benessere in modo che tutti siano soddisfatti del risultato. Quanto più spesso due
nuove conoscenze hanno cercato compromessi, più conoscono le preferenze, e più le interazioni saranno
facili e piacevoli.

Fatto: Il faccia a faccia e il combattimento simbolico (che sono soltanto scambi di segnali) fra due cani
maschi non riguardano né ranghi né dominanza, ma hanno la funzione di generare prevedibilità e fiducia
in varie aree cruciali delle interazioni. In uno scambio di minacce ciascun cane esprime all’altro la sua
preoccupazione. Ciascun cane mostra la sua affidabilità non mordendo sul serio, neanche in una
‘escalation’. Questi scontri servono anche ad imparare le preferenze e i confini di ciascuno, ciò di cui il
cane ha bisogno per sentirsi a suo agio, cosicché possa essere preso in considerazione nelle interazioni
future.


Semyonova, A, ‘The social organisation of the domestic dog; a longitudinal study of domestic canine behavior and the ontogeny of domestic
canine social systems’. Carriage HouseFoundation, The Hague, The Netherlands, 2003. <www.nonlineardogs.com>

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