PARTE 3 - Aggressività
Dal libro: Le 100 cose più stupide che la gente dice di cani

Copyright 2009, 2014 Alexandra Semyonova -- tutti i diritti riservati
Traduzione di Delfina Vitale
Nonlinear Dogs
Mito 30: Non esistono cani veramente aggressivi.

E’ vero che il cane domestico come specie si è evoluto in un ambiente in cui c’è stata una forte pressione
selettiva contro l’aggressività. Vivendo vicino agli esseri umani e al loro bestiame, l’aggressività riduceva
drasticamente le possibilità di sopravvivenza. Il cane attuale è, in generale, una creatura non aggressiva che
fa di tutto per evitare scontri. Questo comunque non significa che nessun cane è aggressivo per natura.
Esistono certamente cani che lo sono, per un certo numero di ragioni.

1) Nel Mito 18 abbiamo visto che ad un certo punto della storia dell’uomo, il lusso e la noia lo hanno condotto
a trastullarsi con i geni del cane per farne un oggetto di consumo adatto a un grande mercato. E’ anche un
fatto che gli esseri umani sono diversi dalla maggior parte degli animali, ma non per le ragioni che la nostra
vanità ci induce a credere. La vera differenza più grande fra noi e gli altri animali è che noi siamo una specie
particolarmente aggressiva. Non è necessario cercare riscontri scientifici per verificare questa affermazione,
ma basta guardare per una settimana il telegiornale delle nove di sera. Alcuni di noi effettivamente godono
alla vista del sangue, ma sono troppo codardi per impegnarsi in prima persona. Alcuni di questi codardi
credono di poter dimostrare la loro virilità assistendo a un bagno di sangue senza battere ciglio. A causa
delle nostra natura aggressiva spesso siamo spaventati gli uni degli altri. Molti di noi hanno scelto di ricorrere
ad un’arma legale, che si può avere a disposizione in ogni momento, senza chiedere permessi o incorrere in
guai con la polizia. Ma dove si può trovare un bagno di sangue nel mezzo di un paese civile, e che tipo di
arma ci si può portare dietro senza essere perseguiti? La risposta è stata data (circa 200 anni fa) dal cane
da combattimento. Gli esseri umani hanno cominciato a fare rivivere il morso assassino, da lungo tempo
perso nel cane. Volevano cani che avrebbero instancabilmente fatto a pezzi un orso legato, i cui artigli
fossero stati strappati, o un toro, cui fossero state asportate le corna. Questi uomini ci hanno dato il Bull
Terrier Inglese. Volevano cani che ne avrebbero fatto a pezzi un altro in un’arena senza via di fuga, cani che
non si sarebbero fermati nemmeno dopo che l’altro fosse morto da tempo. Questi uomini ci hanno dato lo
Staffordshire Terrier Inglese e, più tardi, il Pit bull (noto anche come Staffordshire Terrier Americano, vedi
Mito 40).

A un certo punto tutte le attività per le quali questi cani erano allevati (fare a pezzi altri esseri viventi) furono
vietate dalla legge. In Inghilterra questo è avvenuto nel 1911; negli Stati Uniti nel 1920, anche se il
combattimento fra cani era rimasto legale negli stati controllati dal Ku Klux Klan. Poi, per un lungo periodo di
tempo, questi cani divennero, ed erano rimasti, una rarità, posseduti solo da pochi uomini molto preoccupati
della loro virilità. In seguito, alla fine del XX secolo, abbiamo visto sorgere nelle nostre città varie subculture
violente, che trovavano la loro espressione nella musica, in certe marche di abbigliamento e di altri oggetti di
consumo, uno dei quali era il cane killer. Queste subculture furono rese popolari, per esempio, dai canali
televisivi MTV e TMF. Questi cani divennero un oggetto di moda, e ora sono più diffusi che mai. Nella nostra
mentalità di volere surclassare gli altri, più incidenti mortali con cani di tipo pit bull si verificavano, e più le
persone ne volevano uno. E naturalmente, nella nostra cultura del consumo, ‘più grande’ è sempre meglio,
quindi non ci si è fermati al cane di medie dimensioni che sfoggiava il rapper. In realtà assistiamo a una
specie di corsa agli armamenti, per allevare e possedere la più grande e più aggressiva razza di cani. Ora
abbiamo il Presa Canario, il Dogo Argentino, il Fila Brasileiro, il Boerboel, e altre varie razze di cani il cui
morso che uccide è stato fatto rivivere in un corpo sempre più grande, con una massa sempre maggiore. I
club di razza hanno grandi interessi economici, e fingono che questi siano cani come tutti gli altri. Gli
allevatori li pubblicizzano con un linguaggio in codice. Lodano i loro cani come guardiani della casa e del
focolare, diffidenti verso gli estranei, coraggiosi, potenti. Tutto questo linguaggio celato per indicare che sono
stati allevati per aggredire senza freni.

Ed è un dato di fatto che questi cani siano sempre pronti, per natura, ad essere altamente aggressivi. Non
vogliono affatto evitare gli scontri, anzi, spesso cercano una scusa per iniziare ad attaccare. Questi cani si
avvicinano offrendo un legnetto o qualche altro oggetto, come se volessero invitare al gioco, e quindi iniziano
un attacco a tutto campo sul primo animale che si muove nella zona (che è anche spesso un essere umano).
Sono rinomati per uccidere improvvisamente un altro cane o un gatto con cui hanno vissuto pacificamente
per anni. Gli incidenti con gli esseri umani e con i bambini mostrano che questi animali hanno un
imprevedibile grilletto facile (che, se si è fortunati, si può anche non toccare mai accidentalmente, nel qual
caso si potrebbe pensare di avere un ‘amabile’ pit bull, Amstaff , Presa Canario, ecc). Una volta innescato,
troppo spesso l’attacco non può essere fermato, se non uccidendo il cane.

Questi cani sono i primi che noi abbiamo creato per essere aggressivi per natura. Ma ora c’è un secondo
gruppo di cani problematici che iniziano a diffondersi: le razze più comunemente usate come cani da guardia
e come cani poliziotto. Questi cani non sono usati e addestrati solo dalla polizia, ma anche da appassionati
che si dedicano alle competizioni. Nella loro ansia di guadagnare punti nei concorsi, questi hobbisti hanno
iniziato a pasticciare con le razze con cui lavorano. Il Pastore Tedesco e il Rottweiler sono le vittime più
comuni di questa tendenza. In alcuni paesi varie razze locali hanno subito la stessa sorte. Alcuni li allevano
per ottenere cani sia nervosi (dall’innesco facile) che capaci di vere aggressioni. Allevando cani con queste
qualità, nei fatti si stanno producendo cambiamenti nei loro cervelli. Recenti ricerche (Peremans 2002) hanno
dimostrato che questa selezione artificiale si traduce in anomalie nelle parti del cervello che governano l’
aggressività e il controllo degli impulsi, e nella gestione della chimica cerebrale (neurotrasmettitori). Gli
allevatori non ne fanno un segreto. Se acquistate un cane da un allevatore che pubblicizza i suoi cani per la
guardia e per il lavoro di polizia, sapete di acquistare un cane che morde facilmente e non si ferma se non
quando è troppo tardi. Purtroppo non viviamo in un laboratorio, dove i nostri esperimenti possono rimanere
circoscritti. Il Pastore Tedesco e il Rottweiler sono anche popolari come animali domestici. I proprietari non
sempre sanno che tipo di allevamento stanno visitando, e gli allevatori non sempre si premurano di verificare
a chi stanno vendendo. La selezione genetica in favore dello sviluppo dell’aggressività ha finito con l’infiltrarsi
nella generale popolazione di queste razze, che ora stanno diventando decisamente più problematiche di
quanto ci si aspetterebbe da razze da compagnia.

Il fatto che queste razze di cani usate dalle forze dell’ordine siano così significativamente rappresentate nelle
statistiche dei cani morsicatori è talvolta utilizzato per dimostrare che le razze veramente aggressive non
sono più pericolose di qualunque cane normale. Dopo tutto, il Pastore Tedesco e il Rottweiler hanno una
lunga storia come animali da compagnia. Gli incidenti seri causati da questi cani sono spesso citati nel
tentativo di dimostrare che l’attacco a tutto campo del pit bull (o American Staffordshire Terrier o Presa
Canario ecc.) è un comportamento normale nei cani. La gente dimentica facilmente (od omette di
menzionare) che per almeno alcuni decenni queste razze sono state oggetto della stessa selezione artificiale
orientata all’aggressività, che in primo luogo aveva prodotto il pit bull (e le altre razze da presa). Il
comportamento sempre più aggressivo di queste razze di cani, infatti, prova che l’allevamento volto all’
aggressione quasi certamente conduce a cani geneticamente aggressivi, atipicamente pericolosi. Queste
razze rappresentano, insieme, quasi il cento per cento di incidenti mortali causati da morsi di cani. L’ottanta
per cento di attacchi mortali (su uomini o altri cani) sono commessi da pit bull, American Staffordshire Terrier
e altre razze da combattimento. Il rimanente venti per cento è rivendicato per lo più dalle razze usate dalle
forze di polizia.

Pertanto, il primo gruppo di cani naturalmente aggressivi è costituito da quelle razze i cui geni sono stati
manomessi, per renderli meno simili ai cani veri e più simili a noi.

2) Il cane domestico ha vissuto con noi per almeno 14.000 anni. Il nostro legame con lui è così stretto che
spesso dimentichiamo che ognuno di noi deve imparare, individualmente e dall’inizio, come allevare un cane
in modo da far fiorire le sue doti naturali. Siamo cresciuti tutti con cani intorno a noi, e con l’idea che
chiunque possa crescere un cane. La nostra ignoranza a fin di bene ci porta a commettere alcuni errori
comuni. Alcuni iper-proteggono il loro cucciolo. Altri li educano con punizioni molto dure. In questi casi può
accadere una delle seguenti cose:

a) Il cucciolo non gioca liberamente e a sufficienza con cani adulti prima di perdere i denti da latte. Non
impara mai a controllare e a inibire il suo morso. Cresce senza avere la consapevolezza del danno che può
provocare con i suoi denti. Questi cani non mordono forte di proposito, semplicemente non hanno idea di
cosa stiano facendo. Possono mordere con grande facilità, perché è mancata loro l’educazione da parte dei
cani adulti, che gli avrebbero insegnato il controllo dei propri impulsi e la ricerca del compromesso.

b) I cuccioli puniti duramente, o quelli il cui umano si preoccupa di essere ‘dominante’ con loro, crescono
imparando che gli esseri umani li torturano, e mostrano tutti i tipi di comportamento imprevedibile e
spaventoso. Il cane impara che deve difendersi da noi, perché siamo pericolosi e folli. Questi cani sono
aggressivi per istinto di conservazione.

Fatto: Il cane domestico è una specie altamente non aggressiva, ma questo non significa che non esistono
cani veramente aggressivi. Esistono molti cani aggressivi per natura, e molti altri che hanno imparato ad
esserlo.


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